Nuovi progetti di Invernomuto, MASBEDO, Antonio Scaccabarozzi e Veit Stratmann, la mostra monografica on-line Liliana Moro. A place for playing e Let’s go MoRE! ad ArtVerona

Venerdì 13 ottobre 2017 MoRE – Museum of refused and unrealised art projects, in occasione della partecipazione alla fiera d’arte ArtVerona,presenta nove nuovi progetti e un’esposizione virtuale di progetti artistici mai realizzati.

Saranno on-line le nuove acquisizioni di MoRE, donate da Invernomuto, MASBEDO, e Veit Stratmann, invitati da Marco Scotti, Antonio Scaccabarozzi, invitato da Ilaria Bignotti, a fianco di una mostra di progetti di Liliana Moro, curata da Elisabetta Modena e Anna Zinelli.

Invernomuto con Noises from Above (2005-?)presenta un progetto tra documentario e installazione, che  nasce dall’interesse degli artisti intorno al paese di San Damiano, vicino a Piacenza. Questa zona ospita infatti sia una base militare della NATO sia un santuario legato all’apparizione della vergine Maria nei primi anni Sessanta: l’indagine muoveva dal suono prodotto dalle esercitazioni degli aerei da guerra e dalla natura dello spazio militare a fianco di un immaginario religioso, alla ricerca di un possibile dialogo e punti in comune, nel contesto di un piccolissimo paese della pianura padana.

Anche MASBEDO hanno donato a MoRE un progetto per un film mai realizzato, ispirato a una piéce teatrale del 1975 di Reiner Werner Fassbinder, Der Muell, die Stadt und der Tod (I rifiuti, la città e la morte). Il titolo di lavorazione del film Degna di Goebbels (2011) è infatti ripreso da uno dei cartelli esposti durante le violente proteste che scoppiarono in Germania e impedirono di fatto la messa in scena dello spettacolo di Fassbinder in un teatro fino al 2009, a causa delle accuse di antisemitismo. Il lavoro di MASBEDO consisteva nel riprendere un’attrice, Silvia Calderoni, in un bosco, mentre recitava il testo teatrale con un megafono fino ad arrivare di fronte a una lapide su cui era incisa appunto la frase del titolo, circondata da un branco di lupi. 

Veit Stratmann presenta The Rhine Swing, progetto irrealizzabile per  una gigantesca altalena pensata per oscillare sopra il fiume Reno, tra le località di Daubensand (Alsazia, Francia) e Schwanau (Baden, Germania): una rappresentazione – non priva di ironia – della cooperazione Franco-Tedesca, e uno strumento per l’artista funzionale a una critica in primis della forma progettuale e più in generale delle dinamiche economico-politiche in atto tra i paesi europei. La ricerca di Veit Stratmann utilizza infatti il non realizzato e il concetto di non realizzabilità come strumento per affrontare criticamente discorsi politici o economici-politici, spesso legati al concetto di sicurezza.

L’Archivio Antonio Scaccabarozzi dona due progetti dell’artista Antonio Scaccabarozzi (1936-2008): il primo si intitola Rotazione continua orizzontale (1975), consiste in un intervento pittorico ambientale proposto dall’artista per la facciata della Scuola Materna di Merate; il progetto appartiene alla ricerca condotta da Scaccabarozzi fra la fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70, inerente ai cicli dei Fustellati.
Il secondo, Ambiguità dell’angolo (1978) è il nome di cinque progetti relativi ad un intervento ambientale per uno spazio chiuso, formato da due pareti e un pavimento confinanti in un angolo. Il progetto vuole mettere in discussione la realtà dello spazio e la sua teorizzazione concettuale, attraverso l’azione percettiva, e testimonia la vocazione ambientale di tutta l’opera di Scaccabarozzi.

La mostra virtuale Liliana Moro. A place for playing presenta infine quattro opere di arte pubblica non realizzate, concepite dall’artista tra il 2002 e il 2009.
In bocca al lupo (2002), proposto al il 3° Premio Internazionale di Scultura della Regione Piemonte e Testa di Pinocchio (2003), un progetto di parco giochi presentato alla mostra Playgrounds and Toys organizzata dall’associazione Art for the World, prevedevano la creazione di due grandi sculture percorribili al proprio interno, utilizzabili dai bambini come delle “case gioco”. Entrambi i lavori attingevano a un repertorio iconografico legato al mondo dell’infanzia, coniugandolo con una riflessione sullo spazio che trova nel concetto di “casa” la propria formalizzazione privilegiata.
Viene e va (2005) è l’installazione vincitrice, poi non realizzata per motivi logistici e organizzativi, alla della 7° edizione del “Premio ArteGiovane – Torino incontra l’arte. Una porta per Torino”. L’ultimo progetto, Preferisco il rumore del mare (2009) – titolo che riprende l’omonimo film e un verso di Dino Campana –  era stato presentato al concorso di riqualificazione di Piazza Verdi a La Spezia e prevedeva una pavimentazione colorata della piazza, che avrebbe ripreso le decorazioni musive di Fillia, Prampolini e Mazzoni del vicino Palazzo della Posta, e 99 trombe acustiche che avrebbero emesso un fischio in coincidenza dell’alta marea.
La mostra intende porre questi quattro progetti non realizzati in relazione con altre opere di arte pubblica di Liliana Moro, indagando il modo in cui si inseriscono all’interno di una poetica da sempre caratterizzata da un’attenzione per la relazione tra interno ed esterno, tra pubblico e privato, a partire da primissimi lavori come La Passeggiata (1988), fino a progetti più recenti come 29,88 KMQ (2015), promosso dalla Fondazione Zegna nel comune di Trivero.

MoRE. a museum of refused and unrealised projects, sarà inoltre tra le realtà all’interno della sezione i8-spazi indipendenti di ArtVerona. Con il progetto LET’S GO MoRE! A journey in the unrealised and refused art projects of XX and XXI centuries, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli, MoRE presenterà alcuni progetti dal suo archivio digitale, a partire dal tema del viaggio, di Davide Bertocchi, CRASH! (Scott King e Matthew Worley), Giovanni Ozzola, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Erwin Wurm: dal Regno Unito al Sud America, dall’Est Europa all’Italia, www.moremuseum.org si traduce in una sempre più ampia mappatura, per tappe concettuali e tematiche, di progetti non realizzati e rifiutati tipologicamente analizzati, dal libro d’artista alla grande installazione ambientale, dal video alla performance. http://www.artverona.it/in-fiera/i8-spazi-indipendenti/

 

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MoRE museum participate in The Independent project

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MoRE museum is part of the Independent, a research project conceived by Hou Hanru and conducted by the MAXXI curatorial team, focussing on the identification and promotion of independent spaces and thinking. The goal of the project isto broaden and challenge the current limits of museum institutions, to stimulate and develop diverse ways of acting within contemporary reality.

The Independent explores the contents offered by independent and innovative realities, monitoring the growth of independent spaces and applying a strategy of viral awareness within which each independent group has its own virtual space in which it can present its activities.

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MoRE SPACES. PERCORSI NELL’ARCHIVIO DEL NON REALIZZATO

 

Palazzo Pigorini, Parma – 25 Settembre – 31 Ottobre 2015

“Sperimentazione”. E’ questa la parola chiave di Mercanteinfiera OFF 2015, il fuorisalone della cultura, ideato da Fiere di Parma e dal Comune di Parma che, dopo il successo dello scorso autunno, torna in città dal 25 settembre al 31 ottobre con una mostra d’avanguardia dedicata alle opere “incompiute” di artisti internazionali, patrimonio del Museo digitale MoRE.

Dopo aver vinto, grazie a questo aspetto pionieristico il Premio Mercanteinfiera 2014, per MoRE si aprono infatti in autunno le porte di Palazzo Pigorini che ospita, in una mostra gratuita al pubblico, oltre 30 progetti “mai realizzati” da parte di artisti che nel tempo si sono affermati nel panorama culturale nazionale e internazionale. La mostra è curata da Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli che, attraverso le opere in esposizione, hanno voluto interrogarsi sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portati a termine, composti di materiali eterogenei, presentati in forme differenti.

Sono esposti progetti non realizzati di Valerio Berruti, Davide Bertocchi, David Casini, CRASH! (Scott King & Matthew Worley), Matthew Darbyshire, Flavio Favelli, Regina José Galindo, Goldschmied & Chiari, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Jonathan Monk, Liliana Moro, Giovanni Ozzola, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Sissi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Luca Vitone, Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au.

Parallelamente alla mostra sono in programma nella stessa sede una serie di talk relativi alle categorie del non realizzato che interessino altri ambiti rispetto a quello strettamente artistico, quali la musica, la cucina, la letteratura e l’architettura:

Venerdì 25 settembre
Ore 17:30
opening / conferenza stampa e preview in mostra

Ore 18.30
evento in mostra per notte dei ricercatori:
Luca Marchini (chef, L’Erba del Re, Modena), Il non realizzato in cucina.
in dialogo con Alberto Salarelli

Oscar Quagliarini (mixologist), Alla ricerca del cocktail impossibile.
in dialogo con Corrado Beldì

Lunedì 28 settembre, ore 18.30
Jeffrey T. Schnapp  (direttore metaLAB @ Harvard), File not found: l’archivio dalla carta al digitale.
in dialogo con Francesca Zanella
(in collaborazione con CSAC Università degli Studi di Parma)

Sabato 3 ottobre, ore 18.30
Sede: 2. Piano, Palazzo Pigorini
Giampiero Cane (critico musicale), Musica non realizzata.
in dialogo con Corrado Beldì

Domenica 4 ottobre, ore 18.00
Anna Dolfi (Docente ordinario UniFI), Intorno a quello che non c’è: opere incompiute, luoghi immaginari.

Venerdì 23 Ottobre 2015:ore 17.30
Paolo Benvenuti (regista), Il Segreto di Caravaggio.
in collaborazione con Parma Film Festival

Venerdì 30 ottobre, ore 18.30
Sede: 2. Piano, Palazzo Pigorini
Andrea Branzi (designer), Il Design non realizzato: casualità o vocazione del progetto?
in dialogo con Simona Riva
(in collaborazione con CSAC Università degli Studi di Parma)

Sabato 31 ottobre, ore 17.30
Silvia Lelli e Roberto Masotti (fotografi), Indietro Veloce.
In dialogo con Cristina Casero

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MoRE museum partecipa a MIA Fair

MoRE museum partecipa a MIA Fair
13 aprile 2015

Fotografia e progetti non realizzati di arte contemporanea 
nelle collezioni digitali di MoRE museum
Le nuove acquisizioni: Mario Cresci, 
Franco Guerzoni e Giovanni Ozzola.

15.30 – 17.30

MIA fair, Milano, Sala Conferenze
The Mall – Porta Nuova Varesine
Piazza Lina Bo Bardi 1, Viale della Liberazione / ang. Via Galileo Galilei

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MoRE a Museum of refused and unrealised art projects  (www.moremuseum.org) è un museo digitale che raccoglie, conserva ed espone progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo. MoRE è prodotto dall’associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell’Università degli Studi di Parma.

Pensato come spazio espositivo e archivio interamente virtuale che affronta temi di ricerca legati al non realizzato, e quindi al fallimento, all’utopia, alla censura, MoRE ha fin dalla sua nascita organizzato talk, giornate di studio, interviste e momenti di confronto coinvolgendo musei, istituzioni, e riportando i contributi in un apposita sezione del museo: www.moremuseum.org/omeka/researchandresources

In occasione della quinta edizione di MIA Fair (Milano, 11-13 aprile 2015), MoRE è stato invitato a presentare attraverso un talk una riflessione sul non realizzato nella fotografia contemporanea, e sul ruolo che questo linguaggio può assumere oggi nel progetto dell’opera d’arte. Riprendendo le linee di ricerca fino ad ora portate avanti, sarà presentata in questa occasione – anche attraverso un dialogo con gli artisti – una nuova acquisizione di progetti non realizzati nell’archivio del museo, con ilavori donati da Mario Cresci, Franco Guerzoni e Giovanni Ozzola, mentre, attraverso uno sguardo sulla collezione e sul progetto MoRE, i curatori del museo discuteranno intorno al tema del non realizzato in fotografia, e di come possa comprendere sia progetti ideati ma non scattati, sia scatti realizzati, ma non pubblicati o esposti per scelta propria o del committente, arrivando a interrogarsi su modalità progettuali e usi del e intorno al mezzo fotografico.

Nel progetto donato a MoRE Mario Cresci ha raccontato attraverso pubblicazioni e una testimonianza orale un suo importante lavoro, purtroppo mai compiutamente realizzato, che travalica decisamente i confini artistici per coniugare l’estetica con la didattica e l’intervento sociale.

Di Franco Guerzoni, MoRE ha acquisito tre progetti non realizzati: Stelle e lucciole, nel quale aveva lavorato come in molte altre occasioni con Luigi Ghirri, che consente una riflessione proprio sul tema del non realizzato in fotografia, e due lavori di differente marca, Studio per tappeti volanti Sovrapposizioni culturalia testimonianza di quanto sia ricca e multiforme la ricerca dell’artista.

Un solo orizzonte è il progetto non realizzato donato infine da Giovanni Ozzola che consiste in un’installazione video pensata per il Mori Museum di Tokio: cinque proiettori mostrano contemporaneamente sullo stesso muro le riprese di orizzonti realizzate in cinque luoghi differenti ma con lo stesso grado di latitudine, per le 24 ore in cui il sole e la luna compiono la loro naturale transizione.

Parteciperanno all’incontro di Lunedì 13 aprile presso MIA Fair Marco Scotti (MoRE museum), Francesca Zanella (Università degli Studi di Parma, MoRE museum), Cristina Casero (Università degli Studi di Parma, MoRE museum), Valentina Rossi (MoRE museum). Interverrà l’artista Giovanni Ozzola.

Nei suoi primi tre anni di vita MoRE ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale nel panorama dell’arte contemporanea, come Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Ivo Bonacorsi, David Casini, Silvia Cini, Scott King & Matthew Worley, Matthew Darbyshire, Jeremy Deller, Emilio Fantin, Regina Josè Galindo, goldiechiari, Gorgona, Debora Hirsch, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Jonathan Monk, Liliana Moro, Davide Mosconi, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Sabrina Torelli, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Marco Vaglieri, Grazia Varisco, Luca Vitone, Silvio Wolf, Erwin Wurm. Gli artisti hanno aperto i propri archivi personali, e condiviso con il pubblico le loro idee che per qualche motivo non si sono concretizzate. Ogni progetto di opera d’arte è accompagnato da una scheda che la racconta in riferimento al percorso artistico dell’autore.

* CONTATTI
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David Casini, Matthew Darbyshire, Gorgona, Luca Vitone: nuove acquisizioni per MoRE – MUSEUM OF REFUSED AND UNREALISED ART PROJECTS

2 febbraio 2015

www.moremuseum.org

A partire da lunedì 2 febbraio MoRE – Museum of refused and unrealised art projects presenta le sue nuove acquisizioni: 16 idee per altrettante opere d’arte che gli artisti David Casini, Matthew Darbyshire, Gorgona, Luca Vitone hanno donato al museo digitale che dal 2012 colleziona ed espone i progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo.

Per i due ideatori Elisabetta Modena e Marco Scottiil museo raccoglie ed espone progetti che siano stati appositamente pensati per occasioni specifiche in precisi contesti e che non siano stati realizzati per motivazioni tecniche, logistiche, ideologiche, economiche, morali o etiche. Lo scopo è quello di valorizzare, conservare e studiare attraverso attività di ricerca, esposizioni e sfruttando al massimo tutte le potenzialità del digitale questi progetti mai realizzati.

Nei suoi primi tre anni di vita MoRE ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale nel panorama dell’arte contemporanea, come Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Ivo Bonacorsi, Silvia Cini, Scott King & Matthew Worley, Jeremy Deller, Emilio Fantin, Regina Josè Galindo, goldiechiari, Deborah Hirsch, Ugo La Pietra, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Jonathan Monk, Liliana Moro, Davide Mosconi, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Sabrina Torelli, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Marco Vaglieri, Grazia Varisco, Silvio Wolf, Erwin Wurm. Gli artisti hanno aperto i propri archivi personali, e condiviso con il pubblico le loro idee che per qualche motivo non si sono concretizzate. Ogni progetto di opera d’arte è accompagnato da una scheda che la racconta in riferimento al percorso artistico dell’autore.

Il 2 febbraio 2015 verranno presentate le nuove acquisizioni di MoRE, donate da David Casini, invitato dalla curatrice Valentina Rossi, Matthew Darbyshire invitato da Marco Scotti, Gorgona presentati attraverso una mostra a cura di Marco Scotti e Anna Zinelli, e Luca Vitone invitato da Elisabetta Modena.

David Casini presenta Io non piango mai, un disegno realizzato per la progettazione di un parco giochi per bambini. Gli elementi del parco giochi si ispirano ai disegni del biologo, zoologo, filosofo nonchè artista tedesco Ernst Haeckel, che realizzò più di 100 illustrazioni policromatiche di animali e creature marine. Il progetto era stato pensato per essere installato in un luogo pubblico, all’interno di un parco, una piazza, un museo o una scuola.

L’artista inglese Matthew Darbyshire ha donato sette progetti. Knick Knacks è una proposta per il programma di interventi pubblici e temporanei destinati al quarto plinto di Trafalgar Square a Londra. Il concept riprende una cartolina natalizia realizzata dallo stesso artista per il quotidiano “The Guardian” e vuole trasformare la monumentale base scultorea in una mensola che rimandi nostalgicamente a uno spazio domestico. CAPTCHA è il progetto per una scultura che riproduce a dimensione reale una macchina sportiva – la Mercedes SL600 – attraverso strati sovrapposti di policarbonato alveolare trasparente, e avrebbe dovuta essere installata all’interno dei Jardin des Plantes di Parigi in occasione di FIAC Hors les Murs 2014, se il progetto non fosse stato respinto. Drawings for a soft play commission for Barking Leisure Centre è una proposta per il soft play centre del Barking Leisure Centre a Londra, un’area gioco per bambini. Mojo è composto da banner e da uno spazio interattivo progettato per l’atrio dell’edificio londinese sede del committente, la multinazionale Bloomsberg, mentre Proposed plan for Hepworth Gallery entrance, Wakefield propone un intervento per gli spazi antistanti l’ingresso alla Hepworth Gallery di Wakefiled su temi frequenti nella ricerca dell’artista, quali la critica a un’omologazione del design contemporaneo di massa, alla standardizzazione degli spazi, e la messa in discussione dei processi di rigenerazione del territorio. Ukfun-ky è una proposta per Kettles Yard – oggi dipartimento dell’Università di Cambridge e spazio espositivo: durante i lavori di ristrutturazione per la nuova education wing, invece di un semplice billboard l’artista proponeva un telo di copertura dei ponteggi simile a quelli abitualmente utilizzati per i restauri degli edifici storici, su cui è riprodotta la facciata sottostante e momentaneamente nascosta dai lavori. Useless: A Space Without a Function rappresenta per l’artista un esperimento quasi scientifico, e consiste in una scultura pubblica permanente, composta da una struttura prefabbricata in vetro.

Nel 1991 il collezionista ed editore Francesco Conz, in collaborazione con il museo MSU di Zagabria, invita per una residenza d’artista al castello di Brunnenburg di Merano alcuni artisti che avevano fatto parte di Gorgona, avanguardia croata attiva come gruppo tra il 1959 e il 1966. I cinque artisti realizzano tredici opere durante la residenza, tutte su carta dello stesso formato e di ciascuna vengono realizzate quindici copie. Queste avrebbero dovuto far parte di un’edizione, pensata come un box, che avrebbe dovuto contenere inizialmente anche una riedizione di grande formato di sette vecchi lavori del gruppo, più un ottavo lavoro ottenuto dalle stesse affiancate in una striscia continua a realizzare una sorta di “opera collettiva” -, delle fotografie e un video documentario. Il box non sarà mai realizzato prima della morte dello stesso Conz nel 2010, sebbene tutte le sue componenti fossero state prodotte, ad esclusione della cartella che avrebbe dovuto contenerle. I lavori degli artisti – Josip Vaništa, Marijan Jevšovar, Julije Knifer, Đuro Seder, Ivan Kožarić, Dimitrije Bašičević Mangelos – sono rimasti all’interno dell’archivio F. Conz, e vengono oggi presentati da MoRE attraverso una mostra dedicata al progetto. 

Luca Vitone dona due progetti: Foglie al vento è un progetto realizzato per partecipare al concorso Arte per piazza Matteotti che, bandito dal comune di Imola nel 2010, mirava alla realizzazione di un monumento in sostituzione del Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale nella restaurata piazza rinascimentale. L’opera, che non risulta vincitrice, consiste nella progettazione di una installazione luminosa nel porticato presente su uno dei quattro lati della piazza. Al centro di ognuna delle quattordici volte del porticato di Palazzo Sersanti infatti, Vitone immagina di posizionare un corpo illuminante speciale che attraverso un sistema ottico appositamente progettato avrebbe proiettato a terra l’immagine di altrettante foglie verdi di Ginkgo Biloba sostituendosi all’apparato illuminotecnico preesistente; Una tigre per Torino è stato presentato al concorso Premio ArteGiovane del 2002, Torino incontra l’arte. Una porta per Torino. Vitone propone la realizzazione di un’installazione nel piazzale situato di fronte a Mirafiori dedicata allo scrittore piemontese Emilio Salgari. L’artista immagina di ricostruire un paesaggio desertico bagnato dal mare, frutto della fantasia e dell’immaginario tratto dai romanzi del ciclo dei “Pirati della Malesia” che sarebbe stato attraversato dai tram cittadini innescando nei passeggeri fantasie di avventure e luoghi leggendari.

Il sito moremuseum.org è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale, reso possibile anche grazie alla collaborazione con il centro CAPAS dell’Università degli Studi di Parma, uno spazio riservato a esposizioni temporanee, e una sezione destinata a ospitare interventi critici e approfondimenti sul tema del “non realizzato”. Con questo obiettivo, intorno a MoRE si è costituito un network di professionisti provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, storici dell’arte, critici, curatori e esperti del settore, che contribuiscono con le loro diverse professionalità alla crescita del progetto nell’ambito dell’associazione culturale Others.

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MoRE – a museum of refused and unrealised art projects vince il Premio Mercanteinfiera


MoRE – a museum of refused and unrealised art projects
 è stato selezionato come vincitore della seconda edizione del Premio Mercanteinfiera. 
 
MoRE è un museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo, prodotto dall’associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell’Università di Parma.
Il museo ha lo scopo di valorizzare, conservare e studiare attraverso progetti di ricerca i documenti conservati sfruttando appieno tutte le potenzialità attuali del web.
Il sito di MoRE è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale, uno spazio riservato a esposizioni temporanee; una sezione destinata a ospitare interventi critici e approfondimenti: dalla sua apertura, il 1 aprile 2012, ad oggi ha già collezionato opere di numerosi artisti italiani e stranieri, tra cui Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Ivo Bonacorsi, Jeremy Deller, Regina José Galindo, goldiechiari, Debora Hirsch, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Jonathan Monk, Liliana Moro, Davide Mosconi, Claudia Losi, Luigi Presicce, Cesare Pietroiusti, Paolo Scheggi, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Grazia Varisco, Erwin Wurm.
 
Il Premio Mercanteinfiera è il tributo di Mercanteinfiera e Fiere di Parma alle personalità significative e determinanti nel cambiare il modo di concepire e/o di vivere l’arte e la cultura nell’ultimo trentennio.
La premiazione di MoRe Museum avverrà sabato 11 ottobre alle ore 11.00 presso Mercanteinfiera.
Sempre sabato 11 ottobre, alle ore 18.00 presso la Galleria San Ludovico di ParmaMoRE museum è ospite della rassegna MercanteinfieraOFF per l’incontro Il #moremuseum: le nuove frontiere del collezionismo, un talk di presentazione del progetto con Marco Scotti ed Elisabetta Modena, conduce Ilaria Dazzi.
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MoRe @ UNIforCITY

UniForCity, co-organizzato dall’Ateneo e dal Comune di Parma, si propone di presentare alla città alcune delle ricerche condotte all’interno dell’Università di Parma, con l’obiettivo di rendere sempre più stretti i rapporti tra quest’ultima e il tessuto cittadino.

All’inaugurazione seguiranno tre incontri, il 21 e 28 maggio e il 4 giugno 2014, tutti nell’Auditorium del Palazzo del Governatore, mentre altri verranno programmati nell’ottobre e novembre prossimi.

Il 21 maggio alle ore 17.00 il Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società (LASS) presenta il progetto MoRE: un museo virtuale per il non realizzato. Inaugurato nel 2012, MoRE (a museum of refused and unrealised art projects) è un museo virtuale creato e sviluppato da un gruppo di ricercatori del Dipartimento LASS, dottori di ricerca, dottorandi, giovani curatori e professionisti nell’ambito del management culturale e della comunicazione. MoRE si propone di raccogliere documentazione digitale relativa a progetti artistici non realizzati, che vengono acquisiti dagli autori attraverso donazione, per costruire un archivio open access che consenta di riflettere sulle pratiche artistiche dalla seconda metà del Novecento fino all’oggi e sul tema del non realizzato.
La selezione degli artisti e delle opere, la conservazione dei documenti digitali, la catalogazione, l’analisi critica, l’“allestimento” dei materiali, le modalità di presentazione al pubblico rappresentano altrettanti interessanti momenti di confronto e verifica metodologica  che investono l’analisi dell’architettura dell’informazione nel World Wide Web, il ruolo dell’archivio nel dibattito contemporaneo, il dibattito sul museo e sulle esposizioni proprio in relazione alle potenzialità attuali del web.  MoRE vuole intercettare pubblici differenti e individuare livelli e piani di fruizione diversificati: un archivio per specialisti, ma anche uno spazio in cui poter “muoversi” secondo itinerari di volta in volta rinnovati.
Su di un altro fronte il tema della “traduzione digitale” di materiali, che solo in alcuni casi sono originariamente digitali, sollecita una riflessione sul peso che la materialità del fare ha nella ricerca artistica contemporanea.
MoRE si propone tuttavia come obiettivo privilegiato l’attivazione di una ricerca sul complesso tema del “non realizzato”. A partire dall’analisi dei singoli progetti raccolti , che testimoniano differenti condizioni e motivazioni della mancata realizzazione dell’opera, si sono andate individuando linee di indagine che intercettano nodi critici centrali nel dibattito contemporaneo: quali le modalità e il significato della ricerca utopica, la riflessione teorica sullo statuto artistico, il problema del rapporto con la committenza e con il pubblico.

Il 28 maggio sarà la volta del Dipartimento di Scienze degli Alimenti che presenterà il progetto Microbi Amici, che si propone di far conoscere alla collettività quelli che sono gli aspetti positivi delle interazioni tra microrganismi e vita attraverso gli alimenti che quotidianamente consumiamo fino alla stretta interazione tra microrganismi-intestino-salute.
La nostra dieta è ricca di alimenti che devono le loro caratteristiche sensoriali (aromi sapori, consistenze) e, non meno importante, la loro stabilità, a batteri, lieviti e muffe che trasformano le materie prime negli apprezzati prodotti finiti. La maggior parte di tali alimenti, viene prodotta secondo metodiche tradizionali che sono le stesse da secoli, ma che grazie alla ricerca risultano oggi meglio comprese e possono essere indirizzate e monitorate. È ancora grazie alla ricerca scientifica che sempre più note sono le evidenze scientifiche dei benefici che i microrganismi che abitano nell’intestino hanno sulla salute del consumatore. Il ruolo dei microrganismi “buoni”, sia nelle trasformazioni degli alimenti che sulla salute, difficilmente viene percepito da chi non si occupa dello studio della microbiologia degli alimenti e molto spesso rimane sconosciuto. Microbi Amici si propone di “raccontare” in modo molto semplice, in che modo i microrganismi siano responsabili delle suddette interazioni positive, contando sulle competenze e sull’esperienza maturate nel corso di anni di ricerca nel campo della microbiologia degli alimenti da parte dei soggetti coinvolti nel progetto.

Infine, il 4 giugno, il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra presenterà il progetto L’arte al microscopio: indagini scientifiche sui nostri tesori artistici ed archeologici.La strumentazione spettroscopica, ed in particolare la micro-spettroscopia Raman, presente nel Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, consente di determinare la composizione di materiali tramite analisi su scala micrometrica e completamente non distruttiva. Questo ha consentito l’instaurarsi di una serie di importanti collaborazioni nazionali ed internazionali, con enti pubblici e privati, sullo studio dei materiali presenti in opere d’arte, reperti archeologici e pietre preziose. Il lavoro di ricerca, partito dall’analisi dei pigmenti del cosiddetto “Giallo Parma”, si è evoluto verso lo sviluppo di una metodica di analisi micro-invasiva in grado di determinare pigmenti e prodotti di degrado in dipinti, in particolare sui dipinti murali. Tale tecnica è stata applicata a diverse grandi opere del nostro territorio, quali le opere pittoriche di Parmigianino, Correggio, Anselmi, permettendo di ampliare la conoscenza delle tecniche pittoriche di questi grandi artisti.
Le indagini permettono di definire lo stato di conservazione di un’opera d’arte (dipinto su tela, affresco) indagando i prodotti di degrado e forniscono indispensabili informazioni per gli interventi di recupero, restauro e conservazione.
Le stesse tecniche spettroscopiche possono essere applicate ad altre classi di materiali di interesse culturale, ma anche economico. Per esempio, un’interessante applicazione è legata all’analisi di pietre preziose e materiale gemmologico. Le tecniche impiegate consentono il riconoscimento non solo di gemme singole, ma anche di gemme montate o incastonate in reperti archeologici, in maniera completamente non invasiva.

uniforcity locandina

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Presentazione del secondo dossier della rivista Ricerche di S/Confine, Attraversamenti di Confini. Italia-Croazia tra XX e XXI Secolo e del progetto MoRe. a museum of refused and unrealised art projects

 

MSU – Museum of Contemporary Art, Zagabria.
Avenija Dubrovnik 17
Školica

11 aprile 2014
12:00 – 14.30

Presentazione del secondo dossier della rivista Ricerche di S/Confine e di MoRe. a museum of refused and unrealised art projects al MSU Museo di Arte Contemporanea di Zagabria.

Il numero della rivista, interamente dedicato ai rapporti tra Italia e Croazia nel XX e XXI secolo nell’ambito delle ricerche e delle arti visive, sarà presentato dal curator Francesca Zanella, e dagli autori Vanja Strukelj, Ilaria Bignotti, Radmila Iva Janković, Anna Zinelli, Marco Scotti, Branka Benčić, Marta Kiš and Jasna Jakšić.
Gli interventi saranno in inglese.

Attraversamenti di confini. Italia-Croazia tra XX e XXI secolo è il secondo dossier della rivista Ricerche di S/Confine, nato come collaborazione tra il dipartimento LASS – Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società dell’Università di Parma e MSU Museo di Arte Contemporanea di Zagabria.
Ricerche di S/Confine vuol essere il luogo dell’incontro/confronto tra le diverse competenze presenti nel Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società dell’Università di Parma, senza confini ideologici e/o metodologici, nell’intento di valorizzare la multidisciplinarietà e l’interscambio tra esperienze di ricerca diverse.

Questo volume, concentrandosi sui rapporti tra i due paesi dall’inizio del XX secolo a oggi, non mira a offrire un’analisi sistematica, ma piuttosto a individuare casi di studio e riportare testimonianze individuali, per sollevare questioni metodologiche e mappare gli scambi e i dialoghi tra queste due regioni geografiche e culturali. 

MoRe. a museum of refused an unrealised art projects

MoRE (Museum of refused and unrealised art projects) è un museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo. MoRE è prodotto dall’associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell’Università di Parma.

Il museo contiene, all’indirizzo www.moremuseum.org, un archivio digitale di tutti i progetti, uno spazio espositivo per le mostre temporanee e una sezione dedicata a saggi e interventi critici. La nuova versione del sito, realizzata attraverso Omeka, sarà presentata al MSU insieme alle nuove acquisizioni.

programma:

Jasna Jakšić
Introduction

Francesca Zanella and Vanja Strukelj
Crossing the borders: Italy and Croatia between the 20th and 21st century

Ilaria Bignotti
1961-1969. From the artwork to the performance to the city: Experimental paths between Italy and Croatia

Marta Kiš
SC Gallery in the international context in ‘60s and ‘70s

Marco Scotti, Anna Zinelli (introduction by Radmila Iva Janković)
1989-2013: The Gorgona group residency in Brunnenburg: A case study for the reception of Croatian avant-garde in Italy 

Branka Benčić
Curating over the borders

Marco Scotti, Anna Zinelli
MoRe: a digital museum for unrealized art projects

 

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Public presentation of the second issue of the journal Ricerche di S/Confine and MoRe. a museum of refused an unrealised art projects at the Museum of Contemporary Art Zagreb.

Museum of Contemporary Art, Zagreb, Avenija Dubrovnik 17

Školica

April 11 2014

From 12:00 to 14.30 h

Public presentation of the second issue of the journal Ricerche di S/Confine and MoRe. a museum of refused an unrealised art projects at the Museum of Contemporary Art Zagreb. The issue will be presented by Francesca Zanella, editor, and following authors: Vanja Strukelj, Ilaria Bignotti, Radmila Iva Janković, Anna Zinelli, Marco Scotti, Branka Benčić, Marta Kiš and Jasna Jakšić. The presentation will be held in English.

The journal Ricerche di S/Confine seeks to be a meeting point and a place of encounter for various professional tendencies and inclinations, without any ideological or methodological limitations. Its aim is to promote multidisciplinary and collaborative approaches among various research experiences. The journal is published by the Department of Arts and Literature, History and Social Studies at the University of Parma.

Crossing the Borders: Italy and Croatia between the 20th and 21st centuries is the second issue of the journal Ricerche di S/Confine, a result of cooperation between the Department of Arts and Literature, History and Social Studies at the University of Parma, and the Museum of Contemporary Art Zagreb. It is dedicated to the Italian-Croatian relations in the period from the early 20th century until the present day. However, it does not seek to offer a systematic analysis, but rather to single out particular cases and transmit individual testimonies in order to raise various methodological questions and to map the exchanges and dialogues between these two geographic and cultural regions.

http://www.ricerchedisconfine.info/ultimo.htm

MoRe. a museum of refused an unrealised art projects

MoRe is a digital museum for unrealized and rejected artworks, launched two years ago by Elisabetta Modena and Marco Scotti. The museum collects and exhibits in its virtual space only those projects that were created for particular situations and specific circumstances, yet were not realized owing to some technical, logistic, ideological, financial, moral, or ethical reasons.

The Museum’s website contains a digital archive of all the projects, a space for temporary exhibitions, and a section dedicated to essays and critical interventions. The new version of the website will be presented at the Museum of Contemporary Art Zagreb, along with its most recent acquisitions.

http://www.moremuseum.org/

Schedule:

Jasna Jakšić

Introduction

Francesca Zanella   and Vanja Strukelj
Crossing the borders: Italy and Croatia between the 20th and 21st century

Ilaria Bignotti
1961-1969. From the artwork to the performance to the city: Experimental paths between Italy and Croatia

Marta Kiš

SC Gallery in the international context in ‘60s and ‘70s

Marco Scotti, Anna Zinelli (introduction by Radmila Iva Janković)
1989-2013: The Gorgona group residency in Brunnenburg: A case study for the reception of Croatian avant-garde in Italy 

Branka Benčić

Curating over the borders

Marco Scotti, Anna Zinelli
MoRe: a digital museum for unrealized art projects

MoRe is a digital museum for unrealized and rejected artworks, launched two years ago by Elisabetta Modena and Marco Scotti. The museum collects and exhibits in its virtual space only those projects that were created for particular situations and specific circumstances, yet were not realized owing to some technical, logistic, ideological, financial, moral, or ethical reasons.

The Museum’s website contains a digital archive of all the projects, a space for temporary exhibitions, and a section dedicated to essays and critical interventions. The new version of the website will be presented at the Museum of Contemporary Art Zagreb, along with its most recent acquisitions.

 

 

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Presentato il nuovo sito di MoRE – Museum of refused and Unrealised art projects, insieme ai lavori di Liliana Moro, Luca Trevisani e i progetti di Silvia Cini, Emilio Fantin, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Torelli e Marco Vaglieri per AGEOP

Il 2014 di MoRE – Museum of refused and Unrealised art projects comincia all’insegna di una grande novità e tre nuove importanti acquisizioni.

La prima novità è appunto il nuovo sito del museo, consultabile sempre all’indirizzo www.moremuseum.org, una nuova sede espositiva in cui l’archivio e l’allestimento delle collezioni e dei materiali sono ripensati e ridisegnati attraverso Omeka, software open source sviluppato dall’americano Roy Rosenzweig (Center for History and New Media) e pensato appositamente per l’esposizione e la conservazione di patrimoni culturali digitali.

A fianco del nuovo allestimento museale, saranno presentate le donazioni di due artisti, Liliana Moro e Luca Trevisani, e la collezione di progetti pensati dagli artisti Silvia Cini, Emilio Fantin, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Torelli e Marco Vaglieri in occasione dell’apertura del nuovo reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

Liliana Moro presenta all’interno di MoRE Tiramolla 92, un progetto pensato per la nona edizione di dOCUMENTA di Kassel e qui restituito dalla scheda a cura di Anna Zinelli: all’interno della Neue Galerie l’artista avrebbe allungato un cavo d’acciaio fino all’ultimo muro del museo, che attraversando l’intero spazio espositivo sarebbe stato ancorato alla macchina dell’artista parcheggiata fuori, una Fiat rossa 126, lasciata con il motore acceso per tutta la durata della mostra.

Luca Trevisani ha donato invece due progetti, presentati dalla curatrice Valentina Rossi. ll Pop up che non si apre è lo studio per un libro d’artista del 2011, che a partire dalla serie Fly fishing (2010) avrebbe dovuto restituire la struttura di un libro pop up, mentre Il Respiro di uno spazio / Livella il cielo trasporta la ricerca dei vasi comunicanti all’interno di un edificio, progettando una rete di tubi trasparenti – sezionati – che attraversano da un lato all’altro uno spazio. Le tubature aperte e aggettanti all’esterno, avrebbero permesso una costante interazione con la pioggia e altri agenti atmosferici, mantenendo “viva” l’architettura.

MoRE acquisisce inoltre una serie di opere di sette artisti realizzate nel 2004 e destinate al  reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il progetto, che non trovò mai sbocco finale, era nato dallacommittenza del curatore e storico dell’arte Roberto Daolio, che chiese a diversi artisti di realizzare delle opere da collocare all’ultimo piano del neonato reparto di Oncologia Pediatrica in collaborazione con l’Associazione Ageop (Associazione per l’assistenza e l’accoglienza dei bambini affetti da patologie leucemiche e tumorali). Gli artisti invitati erano Silvia Cini, Emilio Fantin, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Torelli e Marco Vaglieri. Del progetto, che non verrà mai portato a termine, venne però allestita una mostra, Spa Salus per Arte presso lo Spazio Aperto della GAM di Bologna (16 giugno – 5 settembre 2004) e pubblicato un catalogo: Elisabetta Modena per MoRE ricostruisce la storia del progetto – anche attraverso un confronto con i committenti e gli artisti – e ripropone i materiali di lavoro archiviati in formato digitale

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Online sul sito di MoRE Museum le video-documentazioni del convegno Per un museo del non realizzato.

Sono visibili sul sito di MoRE le video-documentazioni del convegno che si è tenuto il 21 novembre scorso dal titolo Per un museo del non realizzato. Pratiche digitali per la raccolta, valorizzazione e conservazione del progetto d’arte contemporanea, organizzato dall’associazione culturale Others in collaborazione con il Museo del 900 di Milano.

Partendo dall’esperienza del museo digitale MoRE. A Museum of refused and unrealised art project, il convegno ha aperto un dibattito attorno alle nuove pratiche di esposizione, anche in relazione al tema della digitalizzazione degli archivi,della valorizzazione e della conservazione del progetto artistico non realizzato.

video realizzati da Mario Gorni / Careof DOCVA

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