Due progetti mai realizzati di Oreste su www.moremuseum.org

Venerdì 8 marzo 2019 MoRE – Museum of refused and unrealised art projects  presenta due progetti mai realizzati di Oreste, in contemporanea con la mostra No, Oreste, No!, Diari da un archivio impossibile, in programma presso la Project Room del MAMbo di Bologna.

Oreste rappresenta un insieme variabile di persone – soprattutto artisti italiani – che sotto questo nome condiviso hanno portato avanti per quattro anni la creazione di uno spazio libero per l’espressione e la realizzazione di progetti.

Il primo progetto, oggi ricostruibile attraverso una serie di scambi di mail conservati nell’archivio dell’artista Giancarlo Norese, consiste nella proposta per un evento alla Tate Modern di Londra e muove da un invito da parte del curatore della sezione eventi del museo londinese aperto da poco meno di un anno. Il progetto avrebbe dovuto avere luogo nel giugno 2001 e viene inizialmente formulato come una “due giorni” dedicata alla creazione di relazioni tra spazi e iniziative artist-run e indipendenti, a livello internazionale, attraverso un momento conviviale che avrebbe dovuto includere anche la condivisione di contenuti, pubblicazioni e progetti e anche di cibo. Ridotto a una singola giornata, non è infine realizzato poiché il curatore responsabile individua una mancanza di focus nel progetto.

Il secondo progetto nasce su richiesta e iniziativa di Michy Marxuach curatrice che nell’estate 2000 invita Oreste a prendere parte a PR ‘ 00 [intervenciones múltiples – múltiples intervenciones] a San Juan (Porto Rico). L’evento, della durata di una settimana, prevedeva un programma di mostre e attività dedicato all’affermazione di una scena artistica alternativa in cui artisti locali venivano affiancati ad artisti internazionali, curatori, critici e organizzazioni. Oreste propone una installazione composta da oggetti, testi, fotocopie e immagini esposti su un muro che avrebbe interagito come un ipertesto analogico: selezionando un elemento un membro di Oreste avrebbe raccontato la storia al visitatore. La proposta non trova risposta da parte della curatrice e il progetto non è realizzato per motivi che non sono stati chiariti.

Nei suoi primi sette anni di vita MoRE ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale nel panorama dell’arte contemporanea: Riccardo Baruzzi, Valerio Berruti, Davide Bertocchi, Bianco-Valente, Ivo Bonacorsi, Thomas Braida, David Casini, Siliva Cini, Mathis Collins, CRASH! (Scott King & Matthew Worley), Mario Cresci, Petar Dabac, Matthew Darbyshire, Maria Adele Del Vecchio, Jeremy Deller, Braco Dimitrijević, Emilio Fantin, Flavio Favelli,Regina José Galindo, Goldschmied & Chiari, Tomislav Gotovac, Franco Guerzoni & Luigi Ghirri, Ibro Hasanović, Debora Hirsch, Marijan Jevsovar, Hassan Khan, Julije Knifer, Kensuke Koike, Ivan Kozaric, G. Küng, Andrea Kvas, Ugo La Pietra, Runo Lagormasino, H.H. Lim, Claudia Losi, David Maljković, Mangelos, Elio Marchegiani, Eva Marisaldi, Vlado Martek, MASBEDO, Sandro Mele, Sabrina Mezzaqui, Jonathan Monk, Liliana Moro, Davide Mosconi, Oreste, Giovanni Ozzola, Giulio Paolini, Ivan Picelj, Cesare Pietroiusti, Marko Pogačnik, Luigi Presicce, Vjenceslav Richter, Antonio Scaccabarozzi, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Duro Seder, Sissi, Veit Stratmann, Annika Ström, Marko Tadić, Sabrina Torelli, Gian Maria Tosatti, Luca Trevisani, Massimo Uberti, Enzo Umbaca, Marco Vaglieri, Josip Vanista, Eugenia Vanni, Grazia Varisco, Kostis Velonis, Luca Vitone, Silvio Wolf, Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au. Gli artisti hanno aperto i propri archivi personali, e condiviso con il pubblico le loro idee che per qualche motivo non si sono concretizzate.

Il sito http://www.moremuseum.org è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale, reso possibile anche grazie alla collaborazione con il centro CAPAS dell’Università degli Studi di Parma, uno spazio riservato a esposizioni temporanee, e una sezione destinata a ospitare interventi critici e approfondimenti sul tema del “non realizzato”. Con questo obiettivo, intorno a MoRE si è costituito un network di professionisti provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, storici dell’arte, critici, curatori e esperti del settore, che contribuiscono con le loro diverse professionalità alla crescita del progetto nell’ambito dell’associazione culturale Others.

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